IL DIALETTO
La posizione periferica e il contatto diretto con le regioni retiche delle nostre vallate, hanno permesso la conservazione di fasi linguistiche che i dialetti della Pianura Padana non conoscono piu' dal Medioevo. Non si ha certezza dei primi popoli che abitarono la Valchiavenna; probabilmente i primi furono i Liguri (700 a.C. circa), che assorbirono alcune caratteristiche culturali e linguistiche dagli Etruschi che intrattennero intensi scambi commerciali con i Celti, allora insediati al nord delle Alpi. E' quindi molto probabile che la lingua parlata allora non fosse indoeuropea. I Celti (chiamati Galli dai Romani) costrinsero gli Etruschi a ritirarsi dalla valle padana verso il 400 a.C., esponendo coś tutta la zona alpina alla loro influenza. Uno dei toponimi presumibilmente celtici e' "Tarvessedum", probabilmente corrispondente alla localita' di Campodolcino. Tutti questi popoli sono alla base della lingua che, fondendosi poi con il latino in epoca romana, porta ai dialetti odierni. La caduta dell'Impero Romano e l'assegnazione dei nostri territori al regno di Germania segno' notevoli cambiamenti linguistici: alla diocesi di Coira fu imposta la predicazione in lingua "teodiscam" accanto a quella tradizionale in lingua latina. Successivamente, intorno al 1200 cominciarono a formarsi dialetti isolati, grazie anche all'isolamento geografico in cui vivevano diversi nuclei abitati: si divisero in dialetti proto-lombardi e reto-romanici. Il dialetto principale e originario della Val san Giacomo è definito bri', che significa "no". Oggi risulta estremamente omogeneo da San Giacomo fino a Madesimo, con alcune differenze nella pronuncia e nell'intonazione a seconda della frazione in cui ci si trova. Addirittura gli abitanti di Campodolcino riconoscono differenze, tra Prestone e Corti, fra casa e casa. Anche quando le parole e la pronuncia sono le stesse, si nota comunque una leggera differenza da frazione a frazione: la cantilena, l'accentuazione e il modo di parlare sono diversi. Molte parole stanno lentamente cadendo in disuso, anche a causa della scomparsa di oggetti, utensili, usi o costumi tipici, oltre che dell'influenza lombarda. I diversi paesi della valle si influenzano reciprocamente, tanto che oggigiorno e' difficile riuscire a distinguere, come invece sarebbe stato possibile fare decenni orsono, le diverse zone di espansione di tutte le evoluzioni del dialetto